Unire due concetti straordinari come gli acrobati del Cirque du Soleil e Michael Jackson crea senza dubbio uno show con garanzia a fondo perduto. Può nascere solo qualcosa di straordinariamente eccezionale da questo connubio e così è stato. Scrivere di Michael Jackson per me è una cosa impossibile da fare senza un coinvolgimento emotivo. Sono cresciuta ascoltando i suoi brani e vivendo da vicino il suo excursus musicale e non. Quindi mi sembra giusto chiarirlo sin dall’inizio, altrimenti il mio giudizio sarebbe sfalsato se mi fingessi distaccata e non coinvolta emotivamente. Detto questo, posso iniziare raccontandovi che ho deciso di andare a vedere lo spettacolo “The Immortal” senza leggere nessuna critica o informazione relativa. Volevo affrontarlo libera da qualsiasi influenza esterna e scoprire quale sensazione mi avrebbe trasmesso. Sin da subito ho capito che chi aveva scritto e diretto lo show era un profondo conoscitore di Jacko. Difatti, Jamie King, ho letto poi, ha lavorato e collaborato con lui diverse volte. Jamie è riuscito a portare in scena molti dei tanti messaggi di Michael. Lo spettacolo tocca diversi punti salienti della sua carriera musicale, iniziando dagli albori dei Jackson 5, con tanto di parrucche afro e balletti del giovane gruppo. Passando attraverso scenografie come Neverland (la dimora in California) o Carillon viventi e fiabe, con coreografie acrobatiche, tip tap, breakdance e Tango funanbolo. Non si sono risparmiati nulla questi coreografi, insomma. Un palco diviso in 2. Il piano alto occupato da una band che accompagnava la voce del re del pop, schermi giganti che trasmettevano in contemporanea scene di video musicali o di vita quotidiana del cantante. Mentre al piano inferiore i ballerini coreografavano ogni canzone del repertorio storico con costumi a tema. Sono state portate in scena anche le passioni e gli affetti più cari e vicini a Jacko, come i robot e la scimmia Bubbles e l’unica voce che ha cantato insieme alla sua è stata quella della sorella Janet, alla quale Michael era molto legato. Dunque un trionfo di medley, luci, poesie scritte dal cantante, messaggi, moonwalker, in un brilluccichio di guanti e mocassini neri giganti e con gran finale di fuochi d'artificio. “A Michael sarebbe piaciuto” ho pensato a un tratto. E questo, detto da una fan, fa capire quanto lo show sia stato ben pensato e realizzato. Filo conduttore dello spettacolo è stato un Mimo. Vestito di bianco, con la faccia dipinta di bianco, presente in tutte le coreografie, un ballerino straordinario, divertente, curioso e tenero. Era Michael insomma. Era la sua sagoma, la sua essenza. Immancabilmente presente. Perchè, che se ne dica, Michael Jackson è un Mito inevitabilmente eterno.
Godetevi la presentazione dello show e se potete, ovunque vi troverete in giro per il mondo, vi garantisco che vale la pena vederlo.
pandora
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